Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (30)
0

Bagnara: le passioni che fanno vivere cent’anni

Da Rosarno si parte in direzione Bagnara, ma prima di lasciare i camminatori per strada, andiamo tutti insieme a caricare e scaricare le acque chiare e scure del camper. Quando siamo pronti, i camminatori partono per la trentottesima avventura di PassoUno.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (1) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (2)
Percorrono le stradine interne della piana di Rosarno, passando per Monte Sant’Elia, tra gli ulivi secolari e la natura rigogliosa e camminando tra il sali e scendi, ad un tratto, gli si manifesta la Sicilia come una visione all’orizzonte.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (3) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (4)

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (7) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (9)
Intanto, il camper è giunto a destinazione e io ne approfitto per chiamare Saro Frosina, il nostro referente a Bagnara che ci ha aiutato a diffondere la notizia del nostro arrivo e a organizzare un piccolo incontro con i ragazzi del paese, appassionati di musica, che si ritrovano alla saletta.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (5) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (6)
Saro è un musicista e fa parte anche di altri movimenti a favore della cultura, dell’arte e della musica come l’associazione Cultural Roots.
Insieme ad altri ragazzi di Bagnara, organizzano un incontro in saletta, coinvolgendo anche il maestro Saro Alati, musicista appassionato di anni ottantasei che a causa dell’età, richiede che ci si incontri verso le 17.
Ovviamente accettiamo e ci organizziamo in modo da essere puntuali per l’appuntamento.
Verso le tre e mezza, arrivano sul lungomare anche i camminatori che, a pochi metri dal camper, vengono fermati da un signore che fa capire loro che la notizia del loro arrivo si è già sparsa in paese.
Dopo un’oretta di riposo e relax, arriva una macchina che ci si affianca al camper e spegne il motore.

Sono arrivati Saro, Enzo e Claudia, passati per darci indicazioni sul luogo dell’incontro. Ancora prima delle presentazioni, ci affidano una cassetta di legno stracolma di cipolle, melanzane, peperoni, pomodori e basilico con foglie grandi come insalata. Dicono che è un loro omaggio, appena raccolto dall’orto di Enzo e Claudia, che da qualche tempo hanno deciso di tornare alla terra e di fare quello come attività per mantenersi, producendo tutto quello che consumano oppure barattando con amici e vicini i loro prodotti.
Non ci dilunghiamo troppo in discorsi, perchè il maestro Saro li attende perché lo vadano a prendere a casa per portarlo in saletta.
Ok, ci vediamo dopo.
Facciamo una camminata di poche centinaia di metri e subito siamo sul luogo dell’incontro, Saro ci viene incontro con il maestro e insieme a Claudia ed Enzo, ci immergiamo in saletta che, come ogni sala prove che si rispetti, è ricavata da uno scantinato sotto terra, abbastanza grande e ben attrezzato, dove si vede palesemente che tra queste mura i musicisti di Bagnara ci sudano da diversi anni.
Entriamo e salutiamo e il gruppo che sta suonando si ferma subito e sistema tutti i cavi per fare spazio al maestro, che prontamente si siede alle tastiere e senza preamboli attacca subito a suonare.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (27) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (23)

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (67) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (32)

Ogni tanto alza lo sguardo e fa segno a qualcuno di accodarsi col proprio strumento e così, in poco tempo si aggiungono basso (Saro), batteria (Valentina Sofio) e chitarra (Domenico Calabrò) e la jam session ha inizio.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (54) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (38)

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (29) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (68)
Suonano un po’ e quando arriva anche un giornalista della zona, facciamo una pausa e ne approfittiamo per raccontare del nostro progetto.

Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (50) Bagnara Calabra Passouno officine del tempo informazione officine in formazione camminare Italia a piedi (48)
Cerco di fare delle domande anche al maestro, ma lui è uno che preferisce le note alle parole e quindi non riesco a recuperare molte informazioni.
Più tardi Saro, mi racconta qualche particolare in più e scopro così che il maestro fa parte della famiglia Alati, conosciuta a Bagnara per la storica tradizione musicale. Scopro anche che Bagnara tempo fa, aveva due bande, una bianca e una rossa, dirette da due famiglie di musicisti molto importanti (Alati e Sofio), spesso in competizione tra di loro. Poi con gli anni la rivalità si è allentata e così i due nuclei si sono fusi insieme e a Bagnara è rimasta una sola banda.
Si suona ancora un po’, ma poi il pianista si ferma e dice: sto sudando, mi portate a casa?
Qui tutti i ragazzi sono disponibili e rispettosi nei suoi confronti e lo guardano con riverenza e ammirazione, quindi non serve ripetere due volte la richiesta, che già la saletta si è svuotata.
Saliamo tutti al piano di sopra e restiamo seduti sui gradini del vicolo per un paio di ore a confrontarci e parlare delle esigenze che ci hanno portato a voler costruire le officine del tempo e poi scopriamo che anche la saletta, in fin dei conti è nata così, dalla necessità di alcuni ragazzi, di avere un luogo dove incontrarsi, esprimersi, dove creare e suonare senza limitazioni e così negli anni questo luogo è diventato il punto d’incontro anche dei ragazzi più giovani, ai quali sono stati assegnati alcuni dei molti mazzi di chiavi dello spazio, che girano.
Ultimamente ci sono alcuni problemi di gestione a causa dello svuotamento del paese, soprattutto d’inverno, quando in tanti vivono fuori per studiare o lavorare, ma sono tutti intenzionati a lottare per risolvere al meglio la situazione e salvare questo luogo così importante per la musica e la crescita culturale e intellettiva dei ragazzi.
Si avvicina l’ora di cena e così il gruppo di dibattito, piano piano si dirada, ma i partecipanti prima di andare via, decidono di lasciare un contributo per la creazione delle officine e così, senza preavviso, ci ritroviamo in un intreccio di mani a supporto del nostro progetto.
Siamo rimasti in pochissimi e ci salutiamo per la cena, dandoci appuntamento per la serata. Claudia ci consiglia di assaggiare la pizza al trancio di Alberto, perché non esiste una pizza più buona. Stiamo per seguire il suo consiglio, che subito veniamo richiamati indietro. cambio di programma: Enzo e Claudia ci invitano a cena.
Adesso però, io la pizza la devo assaggiare, quindi con Fede ci lanciamo in esplorazione nella stradina lì vicina.
Una lanterna rossa fuori dal locale ci guida, come ci ha segnalato Claudia. Entriamo, salutiamo e chiediamo due tranci di pizza da assaggiare.
Alberto dice: immaginavo veniste, vi ho visto prima alla saletta. Ci chiede da dove veniamo e facciamo due chiacchiere in attesa della cottura della pizza.
Quando sono pronte ce le porge.
Quanto ti devo?
Eh no eh, prima assaggiala e poi me la paghi.
Va bene, grazie.
Mentre siamo lì c’è un traffico intenso di fan della pizza di Alberto e in effetti merita davvero.
Finiamo e provo di nuovo a pagare, ma Alberto dice: questa ve la offro io. Ci vediamo la prossima volta!
Ok, grazie.
Siamo ospiti a cena, dobbiamo scappare.
Ciao e grazie ancora!
Raggiungiamo il camper e andiamo a cena. Claudia ed Enzo hanno imbandito la tavola di ogni prelibatezza: verdure grigliate, pesce, olive, specialità calabresi a km 0 e poi ancora orecchiette al pesto, parmigiana di zucchine, dolce, amaro e chi più ne ha, più ne metta. Una sobria cena calabrese, insomma…mancava solo la frase tipica Mangia figghiu che sei magrito e poi era come essere ospite a cena di nonna. Certo, non ci lamentiamo eh.
A tavola parliamo un po’ di tutto e ci confrontiamo in una bella conversazione intensa e animata. Claudia ci racconta di come questa loro nuova scelta di vita la renda felice e soddisfatta, anche perché, a differenza dell’ultimo lavoro che aveva a Roma, le permette di passare più tempo con la sua famiglia e di sentirsi un po’ più libera, anche se la fatica fisica è maggiore, non le pesa.
Enzo ci racconta dei suoi sogni, delle vigne sulla collina che ha cominciato a curare e di quelle che vorrebbe ripristinare, della sua abilità da sommozzatore, dei suoi obiettivi.
Insomma la serata scorre in modo piacevole e divertente, ma purtroppo iniziamo tutti a sentire la stanchezza della giornata e così decidiamo di andare, con i ragazzi che ci accompagnano al camper per un ultimo saluto.
Ci confrontiamo per dove sostare per la notte e poi Claudia ed Enzo ci rinnovano la loro disponibilità per ogni esigenza o evenienza.
Li ringraziamo di cuore e andiamo a letto pensando a questo incontro splendido, all’accoglienza di tutti i ragazzi, all’energia che ci hanno regalato e a Bagnara, ricca di persone speciali e con un grande potenziale paesaggistico che forse, con il contributo di tutti e qualche piccolo sforzo, un giorno riuscirà a splendere al meglio.

Condividi per sostenerci!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

Laura Callari

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*