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Bologna – Imola: i panni sporchi si lavano in compagnia

Eccoci arrivati al giorno otto e, con l’inizio di luglio, arriva anche la Cartisano dolce a darci il risveglio.
Caffè e colazione e poi lavanderia cercasi.

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Mentre siamo nel parcheggio a fare il cerchio dell’energia positiva, arriva un vecchietto in bicicletta e, in una finissima manovra di merchandising, tenta di piazzarci il suo camper nuovo di pacca, come lui stesso assicura. Il gran Duca Bianco non si tocca e non si rimpiazza caro vecchiarel canuto e bianco, ma poi, non lo vedi che hai interrotto un momento delicato?
Strane cose accadono nei parcheggi di Bologna, ma non c’è tempo per rimuginare abbiamo una missione lava e asciuga da compiere.
Partiamo a piedi, carichi come i muli. Siamo io, la Cartisano, Gianni Musolino e Federico Porta che,  dopo un paio di giorni tranquilli, ha di nuovo problemi con il piede destro e quindi è a riposo almeno per la mattinata.
Individuiamo la lavagettoni e ci tuffiamo in un mondo di oblò rotanti e rumori ipnotici, ci vuole un attimo per riprendere contatto con la realtà, ma la manovra di travaso calzini e mutande dei camminatori, ci riporta immediatamente a terra.

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Carichiamo le macchine con l’aiuto di una veterana del bucato e decidiamo di ottimizzare i tempi di attesa, nel giardinetto del bar di fronte, dove allestiamo i nostri uffici mobili e ne approfittiamo per una seconda colazione.
Dopo i 40 minuti di lavaggio, torno a verificare il risultato e a fare il travaso per l’asciugatura.
Da sola, contro quattro grossi cestelli famelici, cerco di vincere la sfida uomo-macchina. Inserisco 7 sonanti Euro nella macchinetta e nulla si muove, mi dispero nell’immaginarmi di ritorno con tutti i panni zuppi che potenzialmente potrebbero dare vita a muffe, funghi, muschi e licheni in un camper già denso di vita.
Trovo un numero di assistenza e chiamo quasi dichiarando il furto delle monete, pronta a difendere il mio diritto all’asciugatura.
Dall’altra parte una voce pacata, si informa facendomi delle domande. Poi chiede ha schiacciato START, vero?
Ehmmmm, no. Mi scusi. Ringrazio e chiudo la conversazione, pensando che solo grazie alla collaborazione gli individui possono godere della tecnologia e delle innovazioni non restandone vittime. Per mettere in pratica in miei buoni propositi, tramando sùbito il verbo del lavatore di successo, alla signora che viene a lavare i piumoni per la prima volta.
Parliamo e chiacchieriamo per ingannare il tempo, certo le racconto cosa stiamo facendo e lei si dimostra interessata al nostro progetto.
Dopo poco entra Lorenzo, il proprietario della Lavagettone, che assiste al dramma della bella lavanderina che finisce i gettoni e che, dopo un giro di asciugatrici durato mezz’ora, si ritrova con voluminosi panni nè asciutti, nè bagnati. Un dramma romantico da Wanderlust, dove tutto ciò che è stato non esiste e tutto ciò che verrà, ancora non esiste. Truly, madly, deeply tragedy.
Spiego a Lorenzo che sono in missione e che se torno al camper con i panni umidi, i camminatori barbuti potrebbero non essere felici.
Lui si muove a compassione e, dopo aver ascoltato cosa mi ha portato qui, proprio oggi, in una lavanderia self service a Bologna, nella quale chissà se capiterò ancora nella vita, decide di regalarmi 20 minuti di asciugatura e inoltre mi rivela i segreti del mestiere…giusto per evitarmi di fondere l’abbigliamento tecnico a 80 gradi.
Ce la posso fare, lavato e asciugato, come direbbe Benedetta Parodi. Svuoto e piego tutto facendomi anche una certa cultura sui vari modelli di mutande da uomo e vado via piena di gioia, salutando Lorenzo e la signora dei piumoni.
Più tardi scoprirò che i cestelli si sono vendicati inghiottendo qualche calzino qua e là, ma ne è valsa la pena.
Accompagniamo Roberta in stazione e partiamo per Imola. Altro giro, altra corsa, stacca il codino!
Nessun evento rilevante fino a quando tornano gli impavidi e Federico ha di nuovo male al piede.
Quindi decidiamo di contattare il nostro podologo di fiducia Fabiano Sgrò per una delle sue consulenze. Nell’ultimo periodo, con tutti questi piedi in movimento, abbiamo  disturbato spesso Fabiano che, ogni volta, si è messo a completa disposizione e ci ha sempre dato dei consigli ottimi. Anche questa volta ci ha assistito in modo professionale: Federico ha migliorato la sua situazione e ha anche quasi smesso di comprare e cambiare scarpe e ciabatte ogni giorno. Santo Sgrò protettore dei bipedi, grazie.
Serata tranquilla pasta al sugo, tavolini, sedie all’aperto, a nanna presto e siamo felici.

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Laura Callari

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