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C’era una volta… il tempo!

C’era una volta… il tempo!

Arrivo a casa dopo l’ennesima giornata di lavoro dominata dalla fretta e dalla frenesia, con l’agenda piena zeppa di cose da fare, di scadenze, pagamenti, documenti da fare, la spesa, le pulizie, la famiglia… un giorno dopo l’altro, uguale al giorno di prima.

Tutto corre, corre il tempo, corre “adesso” la mente inseguendo pensieri di ieri e preoccupazioni di domani.

Il tempo per fare questo o quello, domani, dopodomani, tra un mese.

“Domani uscirò prima”

“Meno male che oggi è venerdi”

”Sta arrivando l’estate”

Ma tutto resta uguale e giorno dopo giorno mi dimentico di trovare tempo per fermarmi

“Mollare tutto per cambiare vita?”

 

Mi sono fermato ed ho sentito che c’è tempo nel cammino… tra la partenza e l’arrivo a destinazione.

Mi sono domandato della necessità di darvi un senso, privilegiando non solo il punto d’arrivo ma il “come” e il “perché” lo ho scelto.

A volte è tanto forte il pensiero che mi riconduce al passato o al futuro che perdo l’essenza del momento che passa, mi sembra che io non lo abbia sfruttato a pieno.

A volte sono arrivato all’obiettivo e mi sono reso conto che non era esattamente quello idealizzato e che lo ho raggiunto attraverso un percorso che non è quello che mi ero prefigurato in partenza.

Mi accorgo che l’esperienza che ho acquisito è frutto del processo del percorso e non un punteggio od un pezzo di carta.

Una vita costellata di fallimenti, punti di fermata che volta dopo volta sono serviti ad alzare gli occhi ed a fermarmi a guardare un particolare, a fare un punto della situazione.

 Ogni giorno ho perso ad ogni passo occasioni per la fretta di accorciare il tempo per la realizzazione di un’idea. Ci penso perché a volte sento di aver smaterializzato il senso di quell’idea.

Ma oggi tutto ha un tempo ed un percorso, adesso.

Una nuova vita, come un’idea ha bisogno di un periodo di gestazione per venire alla luce e quel tempo è necessario per la sua completa realizzazione.

Tutto il mondo legato al mordi e fuggi mi appare essere incompatibile naturalmente con lo sviluppo di un processo complesso qual è la vita e l’esperienza, che ha bisogno dello spazio e del tempo necessario ad evolversi.

Legato ad una concezione consumistica del tempo, che si traduce in denaro, perdo il senso del valore.

La moneta è diventata “il valore” e non lo strumento di scambio o il metro di equiparazione della qualità.

Ed in questa accezione, se il tempo equivale denaro, chi ne spende di più equivale ad essere povero di valore, mentre al contrario dovrebbe essere considerato “ricco”.

E mi chiedo “la ricchezza, in termini monetari, produce agio perché da la possibilità di perdere tempo?”.

Se chi è considerato ricco oggi è chi ha la possibilità di avere “tempo”, la moneta dovrebbe perdere significato per acquisirlo il “tempo”.

Affannato per acquisire ricchezze materiali, denaro e oggetti da cui contornarmi, mi rendo conto che mi manca il tempo necessario per poterne sfruttare al pieno le potenzialità ed il valore.

” Lavoro dalle 8 del mattino alla 6 della sera?”

Spendo il tempo del percorso per arrivare da casa al lavoro, ed il resto del tempo lo utilizzo necessariamente per soddisfare le necessità del corpo, da mangiare a dormire, o della mente, organizzare e pensare.

Considero l’effetto che ne produce: uno stress sul corpo e sulla mente, sottoposti ad un logoramento innaturale.

E per la maggior parte delle persone come me, tutto ciò si traduce fisicamente in un lavoro di corpo e mente equiparabile ad un’azione meccanica continua: l’era delle macchine non ha sostituito il lavoro dell’uomo ma lo ha trasformato in una creatura simile allo stessa tecnologia che ha creato.

 Svago, tempo a questo punto diventano una droga per annebbiare la consapevolezza dell’innaturalità del processo e cerco disperatamente un interruttore per porre davanti a me immagini che mi portano idealmente fuori dalla situazione che sto vivendo.

La televisione, le droghe e qualsiasi tipo di strumento utilizzabile a tal scopo diventano strumenti per abbandonare questa situazione di logoramento fisico e mentale.

In questo senso la loro funzione distensiva sul mio apparato sensoriale, mi consente di sostituire la vita reale con la virtualità, dove mi trovo bene perché sono lontano dalla vita effettiva sottoposta alla necessità ed al bisogno di tempo e denaro.

 “sto cercando una occupazione?”

Lavoro ogni giorno spendendo tempo ed energia alla ricerca di una posizione che mi consenta di avere tempo.

Rifletto e rifletto e mi interrogo sul perché in una situazione globale che potrebbe garantire il soddisfacimento delle maggiori necessità del corpo (da un tetto sotto il quale dormire a cosa mangiare e bere fino al curarsi) e della mente (grazie alla diffusione globale delle conoscenza tramite la tecnologia che è tale da garantire ad ogni essere umano le stesse condizioni di partenza per lo sviluppo della propria individualità e della consapevolezza) mi ritrovo ad essere costretto ad uno stato di necessità innaturale per la mia epoca.

La produzione mondiale di cibo potrebbe garantire il soddisfacimento dei bisogni nutrizionali del pianeta, come il patrimonio del costruito potrebbe garantire la funzione abitativa, la produzione mondiale di vestiario, calzature ed ogni oggetto necessario all’espletamento delle necessità umane in termini fisici e mentali è talmente elevata ed a così basso costo che potrei azzardarmi a dubitare del suo nesso con il prezzo reale di mercato.

La speculazione finanziaria dicono che ha già dimostrato che l’andamento del valore della moneta non dipende più dal concetto di scarsità.

… ma fino ad oggi dove ero, stavo dormendo?

 …Per il tempo che ho dovuto perdere alla ricerca di un senso da dare a questo percorso che chiamiamo vita, nella necessità di dover ogni giorno lottare per avere quel minimo per poter sopperire alle nostre necessità.

….Per la consapevolezza dello stato salariale dei nostri compensi minimi che non ripagano lavoro, l’esperienza e non danno tempo allo sviluppo delle nostre potenzialità di esseri umani

 Voglio creare una struttura dove godere del tempo che mi è concesso e vivere intensamente il mio momento, consapevole della necessità di ogni aspetto della vita nella sua duplice sfaccettatura, nel bene e nel male.

Voglio condividere questa mia idea, voglio incontrare e dibattere sulla sua possibile attuazione, voglio creare un’alternativa al modello dove ad oggi mi sento “incastrato”.

Un luogo svincolato da fanatismi religiosi, politici, colore e orientamenti sessuali, dove posso esprimere al meglio quello che sto leggendo dentro di me:

Libertà, sviluppo della consapevolezza della necessità di sottostare ai bisogni del corpo, dello spirito e della mente mantenendo un equilibrio;

Eguaglianza, sviluppo della consapevolezza dei miei limiti fisici e mentali che mi rendono individuo dotato di singolarità legato ad altre entità uniche ed irripetibili ed in perenne rapporto con queste identità dotate di medesime istanze e necessità;

Fratellanza, sviluppo della consapevolezza di una identità universale, composta dai singoli che lavorano e si sviluppano attraverso i quali si realizzano il legame sociale e si verifica la mia identità.

Ho l’intenzione di dare vita ad un luogo dove ci si incontra, si scambia l’esperienza ci si arricchisce di nuovi saperi e si estraggono le potenzialità creative di ogni individuo, dove ci si unisce dando vita all’armonia, al crescere consapevole del mutamento della forma delle cose, contribuendo allo sviluppo di un modo di pensare libero da dinamiche di consumo, profitto, potere.

Ho l’intenzione di dare un senso ad ogni secondo speso su questa terra.

Ho l’intenzione di riscoprire il privilegio di condividere, la fortuna di ricevere dal prossimo e l’opportunità di creare insieme, unendo e sviluppando la mia individualità e identità nell’insieme.

Ho l’intenzione di riprendere, valorizzandone la portata, il detto “l’unione fa la forza” e avere gli strumenti del fare concentrati in una struttura multidisciplinare dove ognuno può sviluppare la propria attitudine personale avendo come fine la realizzazione del cerchio “dove più i punti sono vicini e numerosi meglio si avvicina alla figura ideale”.

Ho l’intenzione di coinvolgere in questo processo rivoluzionario il quartiere, la città, la nazione e il mondo.

Se il tempo è denaro so che sono già ricchissimo…

Se penso a come ogni giorno ho passato il tempo correndo tra casa e  lavoro, tra lavoro e casa, concentrandomi sui punti di partenza ed arrivo e senza pensare al percorso che in termini di tempo.

Ho passato gran parte della mia vita correndo tra A e B  senza apprezzarne il tragitto.

Mi merito uno spazio scandito dal ritmo del sole e della luna, dalle stagioni e non solo da una 24ore, dove mia moglie, mia sorella e le sue amiche possano stare con i loro bambini, ed il mio collega con il suo cane, uno spazio ricavato per il nostro tempo, uno spazio scandito dalla cura di noi stessi, mente corpo e se.

La macchina, la tecnologia ed il lavoro da ora saranno strumenti per la creatività, la curiosità, attraverso la costruzione di spazi dedicati all’arte, la musica, la pittura, l’architettura, la tecnologia, la ricerca.

Saranno spazi dove poter condividere il proprio percorso, dove crescere insieme nella consapevolezza di essere società, nati per entrare in relazione e creare reti fisiche, affettive nel rispetto di ogni forma di pensiero che fonda le radici nell’uguaglianza, nella fratellanza e nella libertà.

 

Voi ci avete mai pensato ad avere tempo per voi e per i vostri figli… il nostro obiettivo oggi è costruire uno spazio per questo.

 Vogliamo, gente operosa che non ha perso la fiducia nel futuro e che non si perde nel lamento, ma che opera ogni giorno per la ricostruzione .

L’Italia ha bisogno di credere, di ripartire da se stessa, dimenticando il lamento, la rassegnazione, la rabbia e veicolando le proprie energie per la costruzione del senso di comunità.

 

Questo non è un sogno, è già iniziato.

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Salvatore Annaloro

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