Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (2)
0

Gli incastri di Maratea, nella trentunesima tappa

Avete presente quando si dice abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno?
Diciamo che questo trentuno è stato un po’ impegnativo.
La giornata comincia a Casalbuono con una storia di acque nere e disgorganti da risolvere.
Abbiamo finito il prodotto chimico per il WC e pare che nel raggio di 50 km non ci sia nessuno che lo venda o che sappia dove poterlo comprare, quindi dopo aver lasciato i walkers, iniziamo a vagare come delle trottole impazzite per risolvere i due punti della lista di oggi. Intanto i camminatori sono alle prese con un’altra tappa da infarto di 40 km.

Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (9) Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (5)

Con il camper intanto…  andavamo su su su e andavamo giù giù giù, su e giù, su e giù fino a che, cercando in tutti i luoghi e in tutti laghi, troviamo finalmente un’area pubblica attrezzata sul lago Sirino, una delle tante meraviglie della Basilicata, situato a 788 metri sul livello del mare, a Nemoli (PZ).
lago sirino
Riusciamo agevolmente a fare tutte le operazioni di scarico e carico e a ritornare dai camminatori per la pausa pranzo.
Mentre siamo indaffarati a preparare i panini, Gigi riceve più telefonate da Adriano, un amico. La copertura di rete non è ottimale e così non riescono a comunicare facilmente, ma non si arrendono.
Quando finalmente riescono a parlarsi, Adriano dice che si trova a pochi chilometri da noi, perchè sta andando in Sardegna a suonare con il suo gruppo I Via del Campo (tribute band di Fabrizio De André) e così ci raggiungono poco dopo, per portarci il loro supporto morale. Sono lì per un saluto veloce, ma facciamo in tempo a suonare tutti insieme un pezzo, improvvisando con chitarre, voci e percussioni di fortuna.

Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (8)
Poi ognuno ritorna al proprio viaggio. I camminatori imbracciano gli zaini e ripartono verso Maratea, percorrendo una strada interna di sentieri che tagliano giù dritto dalla montagna fino a valle, percorso inaccessibile dal camper, che invece deve circumnavigare la zona percorrendo il perimetro circolare disegnato dalla statale.

Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (10) Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (4)

Intanto continua la nostra ricerca del disgregante per tutta Maratea e dintorni finché Gianni, stremato dalle infinite risposte negative, tenta il tutto per tutto e si avventura nella zona del porto, tornandone vincitore.
I camminatori hanno ancora diverse ore di cammino davanti e siamo un po’ preoccupati che non riescano ad arrivare entro l’orario di tramonto del sole.

Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (11) Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (3)
Infatti sono le 20 e ancora sono ben lontani dal traguardo.
Ci mettiamo in attesa di notizie e così verso le 21 ci chiamano chiedendo di andarli a recuperare nel centro del paese, dove sono appena arrivati.

Officine del tempo informazione in formazione maratea passouno camminare Italia a piedi (2)
Dicono di fare con calma perché stanno parlando con un personaggio strano.
Andiamo a recuperarli, ma ad un certo punto a meno di due chilometri dal raggiungerli, restiamo incastrati in una stradina, interrotta dai dissuasori mobili che interrompono la strada dove inizia la zona pedonale, cerchiamo di uscire dalla stradina in retromarcia, con l’aiuto di tutti i passanti che incitano Gianni e gli gridano i suggerimenti per uscire dalla stradina strettissima, dove alla fine rimaniamo nell’attesa che qualcuno si decida a spostare una delle macchine parcheggiate a caso. Le manovre avvengono in un clima surreale, che vede un ragazzo alla direzione delle istruzioni e una signora che ripete tutto ad alta voce subito dopo. Intanto il pubblico partecipa e dopo una consultazione ci viene suggerito di fermarci lì in attesa che i vigili portino via delle macchine col carrattrezzi o  che qualcuno decida di spostare la macchina.
Molto bene, tanto non avevamo nessun programma per la serata. Arghhh.
Chiediamo ai camminatori di fare un ultimo sforzo e di raggiungerci, così dopo una ventina di minuti arrivano i soccorsi e, con la collaborazione di tutti, Gigi Marino riesce a fare la manovra del secolo, con Saso, Gianni e il supporto tecnico ed e motivo di tutto il pubblico.
Appena usciti dal delirio, la prima cosa che mi dicono i ragzzi è: abbiamo incontrato un tipo veramente assurdo, Antonio Russo che ha iniziato a parlarci e la prima cosa che ha detto è stata: una sola noce nel sacco, non fa rumore. La stessa frase che ha illuminato Fabrizio della tribù delle noci sonanti, incontrato a Montignano Marzocca durante la tredicesima tappa.
Più tardi Federico mi racconta che Antonio è come se fosse emerso dal fondo di un giardinetto pubblico, nel quale si sono fermati per sistemare l’equipaggiamento.
Scriveva quasi al buio, seduto a un tavolino. Iniziano a parlarsi e così si raccontano un po’, scambiandosi visioni, pensieri filosofici ed esperienze di vita.
Antonio spiega che sta scrivendo dei quaderni con dei trattati, che poi di solito regala agli amici. Affronta anche, tra i vari discorsi, quello della reincarnazione e dell’esoterismo, ai quali dà una chiave di lettura positiva, affermando di riuscire a riconoscere dei segnali negli esseri viventi che hanno avuto delle altre vite.
Questo è quello che mi è stato riportato, ma credo che quel momento sia stato intenso e pieno di empatia ma difficile da spiegare a chi non era presente.
Comunque alla fine anche lui fa parte degli strani e ci sarà pur un motivo se attiriamo sempre i personaggi particolari.

Sono le dieci di sera e siamo tutti stremati da questa giornata, anche se per motivi diversi.
Quando riusciamo a trovare una zona di sosta per la notte, finalmente i camminatori possono togliersi le scarpe e scoprire il meraviglioso mondo delle bampole o meglio conosciute come bolle d’acqua, che non sono una cosa bella né da vedere, né da provare, ma in fondo sono motivo di orgoglio.
Anche questa giornata di cammino montano è andata, da domani si ritorna sulla costa.
Una doccia, qualche medicazione, uno spuntino e sono tutti come nuovi.
Che uomini!

Condividi per sostenerci!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

Laura Callari

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*