Letojanni passouno camminatori Officine del Tempo informazione in formazione- Italia a piedi (3)
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Letojanni: sempre più vicini al punto caldo del viaggio

Nuovo giorno, nuovo risveglio. Stamattina piùttosto traumatico.
Gigi si sveglia all’alba di soprassalto e dà l’ordine di prepararsi entro dieci minuti perché dobbiamo assolutamente partire per raggiungere il traghetto a Villa San Giovanni per attraversare lo stretto di Messina e varcare la Sicilia.
Partiamo quindi senza aver fatto colazione e senza l’aiuto della magica caffeina.
Il viaggio da Reggio a Villa trascorre nel totale silenzio dato dall’intorpidimento mattutino dei sensi.
Raggiunto il punto d’imbarco scopriamo, con grande sorpresa, che sebbene sia agosto, i tempi di attesa per la coda sono davvero brevissimi e così finalmente ci si rilassa e la giornata può cominciare.
Una volta caricati sul ponte, qualcuno abbandona il camper per raggiungere il bar al piano di sopra e sgomitare per un caffè teribbile o un arancino (molto ambito).
Gigi ed io restiamo a bordo e ne approfittiamo per recuperare l’assetto zen che ci è mancato in questo risveglio.
Il tempo di attraversamento vola e in pochissimo tempo, siamo dall’altra parte del mare, dove ci aspettano Viviana e sua madre, che hanno costituito un comitato di accoglienza per portare un saluto e tutto il loro sostegno. Raccontiamo qualche aneddoto e poi salutiamo perchè abbiamo da affrontare una lunga giornata di caldo torrido.
Raggiungiamo Tremestieri, dove lasciamo i camminatori e poi con il camper ci dirigiamo verso Letojanni.
Giunti a destinazione, Gianni ed io ci separiamo per svolgere i nostri compiti, anche perchè non è possibile rimanere sul camper quando è fermo, per colpa della temperatura.
Mi avventuro alla ricerca di un locale dove sedermi per lavorare. Percorro una serie di rampe di scale in direzione lungomare, attraverso qualche vicolo stretto ed ecco la spiaggia. Scopro però che tutti i locali sono dei lidi affollati e allestiti per il pranzo. Cerco un locale sul lato opposto della strada, dove potermi riparare dal sole. Cammino per quasi un chilometro e guardando all’orizzonte, vedo i contorni delle case indefiniti, come se si stessero sciogliendo e subito penso ai walkers. Se camminando per poco più di un chilometro io sto già svenendo, mi viene il dubbio che camminatori possano non farcela.
Letojanni passouno camminatori Officine del Tempo informazione in formazione Italia a piedi (3)

Trovo finalmente un locale al chiuso, apparentemente con aria condizionata, mi ci infilo dentro e subito vado verso la toilette per bagnarmi i polsi e la faccia.
Ora va meglio, mi posiziono su un tavolino e inizio a lavorare.
Intanto i ragazzi fanno colazione in una rosticceria, con un carico di arancini e, raccontando della loro impresa, ricevono tre arancini in regalo dal proprietario del locale.
Io procedo indisturbata tra un latte di mandorla e un gelato fino a che, verso l’ora della merenda, mi si presenta un languore.
Vado verso il bancone e chiedo un menù per valutare se prendere un’insalata, una pizza o un panino. Chiedo se si può avere una pizza e quando il ragazzo al banco lancia una voce in cucina per chiedere conferma, esce un ragazzetto che subito dice: – per te posso fare tutto quello che vuoi.
– Ah grazie. Puoi fare una marinara senz’aglio con le olive nere?
– Va bene, ma quindi non ti piace l’aglio?
– No
– Ma nemmeno l’olio all’aglio?
– No
– Assaggia questo
E mi porge un grosso spicchio d’aglio che estrae con uno stuzzicadenti, da una boccia di vetro piena di spicchi e olio.
No, ti ringrazio.
Dài assaggialo! Non si sente. Questo è marinato per due anni e l’olio viene cambiato a metà conservazione. Assaggialo.
– Nono, ringrazio e gli faccio capire che vado al tavolo.
Lui, un po’ deluso, si arrende e lo mangia per dimostrarmi che è buono.
Dopo un po’ sento una voce.
Guarda qui cosa ti ha portato Carmelino tuo?
E mi porge la pizza.
Ah, grazie
Mangio la pizza, con gusto e quando vado a restituire il piatto Carmelino mio riparte all’attacco:
Ma sei sicura di non voler assaggiare l’aglio?
E torna dietro al bancone a pescare un altro spicchio con lo stuzzicadenti.
No no e dopo che insiste per altri cinque minuti, vado verso il tavolo e lui mi insegue di nuovo, questa volta con più convinzione.
Ad un certo punto gli dico che sta esagerando e lui non s’arrende finchè non minaccio di chiamare la polizia (lo dico scherzando, ma lo dico).
Si placa e mangia il secondo spicchio d’aglio e poi mi soffia e dice vedi che non si sente?
Sì, vero. Grazie. Ciao.
Carmelino sparisce per un’oretta e poi viene a salutarmi perchè il suo turno è finito. Lo saluto e lo ringrazio.
Lui estrae dalla sua borsa un deodorante spray con gas e inizia a spruzzarmelo tutto intorno, saturando l’aria.
Inizio a tossire come un’indemoniata e poi gli chiedo se si sia ammattito e se per caso puzzo.
No, ma così non puzza l’aglio.
Intanto continuo a tossire e lui ha pure il coraggio di dire ma come sei delicata!
La follia.
Finalmente se ne va.
Intanto i camminatori sono alle prese con una tappa bella tosta, dove stanno mettendo a dura prova la loro resistenza fisica che, a quanto pare, tiene abbastanza bene. Federico riscuote un grande successo con il suo zainombrellone, tanto che pensa di farne brevettare l’idea al suo ritorno.
Mi avvisano quando arrivano al camper e così mi organizzo per terminare ma i miei incontri assurdi, per oggi non sono ancora finiti.
Mi si avvicina una signora.
Signorina, posso farle una domanda?
– Sì, mi dica.
– Vedo che lei usa il computer, quindi sicuramente saprà rispondere alla mia domanda. Dunque, quando cerco qualcosa su google… uh a me google piace tantissimo non so perchè forse per i colori…quando cerco su google tipo qualcosa come i balli…sa a me piacciono un sacco i balli come il cha cha cha, che lei saprà sicuramente ballare (???), oppure le faccio un altro esempio, se cerco Maria De Filippi, ma sempre per fare delle prove per curiosità, mi viene fuori un elenco e poi sotto mi appare una finestra con la scritta CACHE, ma cosa significa che vogliono dei soldi?

Ahhhhhh aiuto, ma cos’è un incubo?
Signora non saprei, ma lei che browser usa? Modzilla? Google chrome? Internet explorer?
No io uso google.
No signora, quello è il motore di ricerca, lei mi deve dire come fa ad entrare in internet. Con quale icona? (vado sul desktop per vedere se riconosce l’icona)

Uhhh, ma quante belle icone che ha lei sul suo schermo, io ne ho poche e mi viene una rabbia? (chissà cosa crede che siano le icone?)
Poi le spiego che potrebbe essere la memoria cache oppure una finestra pop up, poi mi arrendo e le dico che ogni volta che ha un problema, può scrivere su google il suo problema e vedere se qualcun’altro ce l’ha avuto e come l’ha risolto.
Poi scatta la domanda due. Senta ma questi computer piccolini che vedo in giro, sono uguali a quelli grandi?
Ehmm in che senso? Ma lei parla dei tablet con tastiera o dei netbook?
Boh, i computer piccoli che sono più comodi da mettere in borsa (ma una che cerca i balli perchè dovrebbe avere la necessità di portarsi un computer in giro?)
Poi per fortuna ricevo una telefonata dei ragazzi e la signora mi saluta dicendo che sale su in camera un attimo…tanto poi la trovo qui, vero?
CERRRRTooo.
Raccolgo tutto e mi dileguo.
Raggiungo la strada statale dove vengo prelevata, per poi cercare un luogo per sostare con il camper.

Letojanni passouno camminatori Officine del Tempo informazione in formazione Italia a piedi (4)
In tutto questo tratto di costa ci sono espressi divieti sulla sosta coi camper e quindi siamo obbligati a spostarci nel paesi vicini, attraversando Taormina e godendo della vista sul mare. Ad un certo punto abbiamo una visione sosprendente, mentre il cielo si scurisce, all’orizzonte si vede l’Etna in piena eruzione, con la lava che cola verso il mare e il cratere che spruzza lapilli come piccoli fuochi d’artificio. Che spettacolo!
Dopo qualche tentativo, riusciamo a trovare un bel parcheggio a Giardini Naxos, dove ci fanno compagnia altri camper con famiglie Gipsy e ragazzi hippy.
Ci piazziamo assicurandoci di essere bene in bolla, e poi parte l’organizzazione serale.
Gigi Marino ai fuochi, si cimenta in una pasta alla Norma, come da ricetta locale; intanto il resto del gruppo si coordina per la doccia.
Anche questa giornata è andata e domani ci attende l’ultima tappa di ben 47 chilometri, per chiudere in bellezza.
Un ultimo sforzo ragazzi, siamo una squadra fortissimi.

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Laura Callari

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