IMG_7782
0

Nona tappa per scoprire gli spazi indecisi di Forlì

Di questa mePassouno Officine informazione camminando per forlìta posso dirvi tante cose, ma prima di tutto che fino a oggi non ci ero mai stata e la conoscevo solo per una canzone che parla di una zia un po’ tarantolata che sta a Forlì, che quando va a ballare con le mani fa così (così, così)e con i piedì fa così (così, così).

Mentre i nostri camminatori si disidratano sotto il sole cocente a ben 39° nel momento di picco massimo, io e Gianni arriviamo in città nel primo pomeriggio e decido di contattare Elena Salvuzzi, nostra referente della Casa del Cuculo, per l’incontro di stasera con alcuni membri di associazioni che si occupano del  recupero e riqualificazione delle zone degradate della città.

Elena  si dimostra super disponibile anche per aiutarci nell’organizzazione del pre e post incontro.
Chiedo a lei se conosce un’area di sosta camper con delle docce e quindi decide di passarmi Sara, sua coinquilina della Casa del Cuculo ed esperta di pellegrinaggi e campeggi, che stasera ci farà da guida e ci dà delle indicazioni, ma purtroppo niente doccia per noi. Subentra a quel punto Valentina, amica di Sara, che si trova lì per caso.
Valentina sente la conversazione telefonica e così decide di intervenire rendendosi disponibile ad accoglierci nel bagno di casa sua per le operazioni di toelettatura.
Intanto attendiamo i camminatori che ci raggiungono verso le 17, dopo aver fatto la foto di rito in piazza.

Officine Informazione Officine del tempo in formazione Forlì Passouno
Un po’ di streching, un panino, una birra e via come quasi nuovi, verso casa di Valentina, col miraggio del soffione dall’alto e almeno un metro cubo per lavarsi le ascelle.
Certo siamo molto rock&roll e ci adattiamo a tutto, ma quando godiamo di un bagno vero, con una doccia vera, magari calda, la serata prende tutta un’altra piega. La situazione è divertente e surreale: tutti in ciabatte, in fila indiana con asciugamano e beuaty case, a suonare a casa di una sconosciuta. Ciao siamo noi. Ciao, secondo piano.
Una volta in casa, dò la precedenza ai viandanti e intanto mi fermo a parlare con Valentina. Mi parla dei suoi progetti e scopro cose molto interessanti.
Da qualche mese, Valentina si dedica completamente alle attività della sua associazione, che ha lo scopo di creare una comunità ecosostenibile e di riavvicinamento alla natura.
Ci racconta anche di uno dei corsi che già svolgono, chiamato bushcraft, ovvero l’arte di vivere tra i cespugli, imparando a riconoscere piante, erbe e segnali della foresta, al fine di poter sopravvivere cibandosi di ciò che si trova o si caccia e imparando a crearsi anche utensili e abbigliamento con le materie prime del bosco.
Ci confrontiamo sulle nuove necessità di vita e scopriamo tanti punti in comune tra la nostra idea e la sua.
Alla fine Valentina ci fa due domande:
Come mai secondo voi sempre più persone sentono l’esigenza di ritornare alla natura e di trovare nuove soluzioni abitative e come mai però la maggior parte dei progetti avviati non riescono a decollare? Ci dice addirittura che ha spesso sentito parlare di EGOvillaggi, ovvero villaggi ecosostenibili dove però l’unico che ci abita è colui che ha ideato e realizzato il progetto.
Forse cambiare stile di vita fa paura? Forse si ha paura di non riuscire più a tornare indietro?
Bello che un incontro apparentemente casuale sia diventato così significativo, ma ora dobbiamo andare in via Regnoli, dove ci aspettano Sara, Francesco e René, tre forlivesi che da anni contribuiscono alla riqualificazione della via e degli edifici abbandonati nella zona limitrofa.

Officine del tempo in formazione informazione Imola Passouno

Via Regnoli, ex strada in difficoltà, sta diventando il simbolo della rinascita del centro storico, grazie alle attività dell’associazione Regnoli 41 , dell’arte a cielo aperto e dell’impegno del Comune di Forlì.
Il Cosmonauta, locale dove rilassarsi e bere qualcosa, ma anche spazio di creatività creato da René Riusi, vuole far parte di questo processo partecipativo messo in atto dai residenti e dai commercianti, nella convinzione che questa sfida sia non solo molto stimolante, ma possa anche offrire tante opportunità.

Troviamo ad attenderci Sara Galeotti, abitante della Casa del Cuculo e referente dell’organizzazione degli eventi culturali e poi c’è Francesco Tortori, presidente dell’associazione Spazi Indecisi, che si occupa dello sviluppo artistico e culturale dell’associazione. Entrambi sono accomunati dalla volontà di riappropriazione degli spazi comuni abbandonati del territorio.
Sara e Francesco ci portano a fare un giro esplorativo, alla scoperta di alcuni Spazi Indecisi di Forlì, mentre ci raccontiamo a vicenda dei nostri progetti.

IMG_7782  IMG_7767
Abbiamo idee diverse sulla destinazione degli edifici in disuso, ma il confronto è un importante momento di arricchimento e crescita.
Visitiamo l’ex deposito delle Corriere ATR e subito riproviamo le emozioni di quando abbiamo immaginato le nostre Officine del Tempo, facendo il sopralluogo in un enorme edificio ex industriale a Milano.

IMG_7769  IMG_7778
Gli oggetti dimenticati e distrutti dal tempo, raccontano la storia di quello che è stato, nascondendo il potenziale di quello che potrebbero essere. Entrare in contatto con questi mondi è commovente e ognuno di noi vaga con la fantasia, fino a sentire le farfalle nello stomaco…o forse è solo fame, data l’ora.
Francesco ci saluta e approfittiamo della presenza di Sara e della voglie culinarie di Gigi, per goderci una cena tutti insieme al ristorante cinese.
La serata si conclude con glappa cinese, saluti e biscotti della foltuna, di cui sentirete ancora parlare.

Condividi per sostenerci!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

Laura Callari

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*