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Quattordicesimo giorno a Osimo per scoprire come sconfiggere la morte

Buongiorno Mondo!
Gigi Marino si alza prima di tutti come ogni mattina, prepara il caffè e si cimenta in una delle sue colazioni improbabili a base di uova sode.
Tre uova sode a colazione, sono alla base di ogni alimentazione sana, equilibrata e che miri all’esplosione delle arterie, ma solo se unite ad alimenti da veri uomini quali salame, mortadella e stinco di maiale arrotolato nella pancetta.

Stamattina si cammina attraversando la natura delle Marche. Gianni trova un posto tranquillo dove lasciarmi…solo per un po’ suo malgrado.
Trovo un bar trattoria con l’energia elettrica, la connessione wi-fi, la vista dall’alto sul mare davanti a me, il Conero alle spalle e il Monte Colombo alla mia destra. Un sciooogno.

Madame Cartisano questa volta, per la serata, ci ha spedito da un pittore/scultore dice lei, molto gentile e disponibile ad accoglierci.
L’appuntamento è più o meno per le 19.00, quindi ci organizziamo in modo da arrivare in tempo già docciati e defatigati.
I camminatori sono partiti presto, così da concludere la loro dose giornaliera di passi, in tempo per il primissimo pomeriggio concomitante con il momento del pranzo.
Sincronizziamo gli orologi tra camper e viandanti, in modo da trovarci per le 14.30 e pranzare tutti insieme.
Verso l’una, Gianni viene a strapparmi dalla mia oasi di pace e ci spostiamo più avanti per preparare. Oggi va alla grande:insalatona di pollo con la salad dress comprata dal Fungo la sera prima, per seguire il regime alimentare GigiMarino.
La coerenza prima di tutto!

A Osimo non troviamo aree di sosta attrezzate o camping e, avendo saltato la doccia completa anche la sera prima, mi ingegno da brava Angel, cercando una piscina comunale, su consiglio anche della CharlieCartisano.
Scopro, a differenza di quanto pensassi, che Osimo non è poi questo paesino sperduto che immaginavamo in mezzo al nulla. Ci sono addirittura 2 piscine pubbliche e un piccolo Aqua Park, accessibile con una onestissima tariffa pomeriggio.

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Pranzo veloce e si parte per un oretta di relax in piscina e docce a volontà (sia prima che dopo, per i malpensanti).
Giusto il tempo di un tuffo e il cielo diventa denso di nubi e dopo poco vengon giù cinque o sei secchiate d’acqua. Ne approfittiamo per anticipare un po’ l’incontro con Franco Torcianti .

Arriviamo lì freschi e profumati verso le 18.30. Dallo scambio di e-mail, ci aspettiamo un signore anziano, disperso in una casa di montagna, che vive in solitudine e dipinge, in compagnia del suo cane Sebastian. Troviamo invece un signore brillante, che abita in una casa indipendente con la sua famiglia e qualche nido di rondine in uno dei suoi studi.

Franco ha 68 anni, ma ne dimostra almeno 10 in meno. Si presenta e fa gli onori di casa, invitandoci a visitare le sue tane come le chiama lui.
Scopriamo che il pittore/scultore in realtà è un autodidatta dell’arte, che ha scoperto il processo creativo a 5 anni per sfuggire alla noia della vita di campagna, e che da allora non l’ha mai abbandonato, cercando di mantenerlo autentico e puro, senza contaminazioni dal mondo dell’arte commerciale. Franco ha avuto la lucidità di tenere lavoro e passione ben separate e, se uno gli serviva per mantenersi, l’altra gli era necessaria per vivere.

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Scopriamo almeno 3 laboratori diversi: uno per dedicarsi alla riproduzione e collezione di moto da corsa d’annata; l’altro per la scultura e la pittura e infine il laboratorio per le incisioni ad acquaforte.
Franco ha creato addirittura dei forni homemade per fondere l’alluminio e nel vedere tutte le sue creazioni, gli spazi e le attrezzature di cui dispone, esprimiamo stupore per tutto quell’impegno per qualcosa che alla fine lui ci presenta come niente più di una mera passione.
Risponde così: il gioco è l’unica cosa da prendere veramente sul serio, il lavoro si può anche fare così così, ogni tanto.

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Durante la nostra visita, ci raggiunge anche Valeria, donna di mondo acuta e ironica, giornalista ed editrice.
Come ci racconterà più tardi a cena, ha prestato servizio per più di 25 anni per una nota testata giornalistica, occupandosi di cronaca, la sua grande passione.

Ha dato le dimissioni per prestare fede alla sua etica professionale, ma ha subito trovato terreno fertile altrove, per coltivare se stessa e i suoi valori.
Valeria ha 72 anni ed è una donna piena di vitalità. Lei e Franco sono amici e entrambi parlano di radici e di senso di appartenenza, dicendo che Osimo è per loro sinonimo di casa. Forse qui c’è qualcosa nell’aria che mantiene giovani e intellettualmente attivi, per questo forse custodiscono così gelosamente la loro terra.

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L’ultima tana che visitiamo, attraversando il giardino pieno di statue e sculture, è quella con la pressa, le lastre di metallo e gli acidi di lavorazione.

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Franco ci spiega come funziona questa tecnica e poi apre i cassetti delle meraviglie. Anni e anni di opere artistiche riposte ordinatamente in cartelline di plastica sovrapposte. Gli chiediamo quanto tempo ci voglia a realizzare una di queste opere e lui risponde raccontandoci l’aneddoto dell’imperatore e dell’artista più talentuoso del mondo, che ci mise 2 anni per ideare un’opera e due minuti per realizzarla.
Dice, sposando a pieno la nostra missione di salvataggio dell’arte e del tempo, che ogni opera necessita di un periodo di maturazione e la progettazione è la parte più difficile. Poi aggiunge: l’arte è l’invenzione più utile che l’uomo abbia inventato per combattere la morte.

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Le nostre conversazioni piene di spunti di riflessioni, continuano a cena. Ci avevano promesso una cena frugale e invece Adriana, la moglie di Franco, ci presenta una tavola imbandita di ogni prelibatezza, dall’antipasto al dolce, una gioia per gli occhi e per i sensi, ancora più apprezzata dopo più di dieci giorni di street food e cibi improvvisati da camper.
Raccontiamo progetti e idee e la tavola si anima tra confronti interessanti e discorsi complessi. Raccontiamo anche delle realtà incontrate nei giorni precedenti e riflettiamo insieme sulla società, sulle nuove esigenze, sull’importanza della creatività e sul ruolo dell’arte in tutto questo.
Franco ancora una volta ci regala il risultato di una delle sue riflessioni dice: in tanti hanno provato a definire l’arte, ma nessuno è riuscito mai a dare una descrizione definitiva, l’unico modo per farlo è procedere per sottrazione. Cosa non è l’arte? Poi aggiunge che il tempo è l’unica grande ricchezza dell’uomo.

Questa serata ci sta regalando emozioni intense, e quando arriva il momento di salutarci, indugiamo un po’ in piedi nel salone, perchè avremmo ancora tantissime cose da dirci.

Franco ci regala una sua incisione, Valeria dei libri su Osimo e alcuni numeri del suo settimanale locale, Adriana ci legge una poesia sul tempo.

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Andiamo via  carichi di oggetti e di parole che terremo da conto, non solo per il loro grande valore artistico, ma soprattutto per quello che rappresentano. Grazie Osimo.

 

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Laura Callari

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