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Reggio Calabria: trasformazioni e ReStyle

Da quello che mi viene raccontato, questa giornata parte abbastanza male. Io non c’ero e se c’ero dormivo, ma pare che alle cinque del mattino i piani bassi del camper siano stati svegliati da un passante che, con molta discrezione, parlava al telefono, rendendo  tutto il quartiere  partecipe della sua telefonata.
Si dice che fosse  appoggiato al camper gridando come un aquila, quando Gigi, frastornato dall’effetto della cassa di rinonanza, apre la porta del camper e senza dire una parola punta il disturbatore con uno sguardo interrogativo e lo fulmina  in un secondo convincendolo ad allontanarsi.
Quindi torna a dormire fino al secondo inizio di giornata, che avviene a poche ore di distanza e quando alle otto mi sveglio, sono già tutti pronti e Gianni scalpita con impazienza sulla soglia della porta mentre bevo il caffè.
Ma che succede stamattina?
Oggi siamo diretti a Reggio Calabria, città che ha dato i natali a Gianni e ha fatto da scenario durante la fase adolescenziale a Gigi e Saso, cresciuti in questa città, per poi partire per nuovi orizzonti.
L’arrivo a Reggio per loro,  rappresenta quindi un po’ il ritorno a casa.
Come ogni ritorno in famiglia, anche questo porta con sé emozioni contrastanti. Un po’ come quei rapporti difficili (di incomprensione e amore) con i genitori che si risolvono quando si vive a distanza, ma che poi appena metti piede in casa, dopo i primi venti minuti di gioia e felicità, riprendono esattamente da dove li avevi lasciati. Un po’ come quando tua madre, dopo anni che vivi da solo, se sei a casa sua ed esci una sera, ti dice di non fare tardi, oppure ti chiama alle due di notte per chiederti dove sei e magari tu sei già nel letto da due ore.
Cose così insomma, di amicizie passate e presenti, di dinamiche famigliari alle quali ci si è disabituati e magari ci vuole un po’ di tempo per coordinarsi.
Quindi a questa tappa si aggiunge una dimensione emotiva forte che ogni tanto distrae dal progetto Passouno, proprio a pochi giorni dalla fine.
Decidiamo quindi di non disperderci una volta arrivati a Reggio, che tanto tra qualche giorno, ognuno avrà modo di dedicarsi ai propri affetti.
Gianni non ha ancora metabolizzato questo piano d’azione e così appena arriviamo al cartello di Villa San Giovanni, inizia a mandare baci soffiati ai cartelli e alle case che incontriamo sul percorso.
Alle 10 siamo già a destinazione e io mi dirigo, seguendo il suggerimento di Saso, verso Malavenda un locale di nuova apertura, gestito da amici.
Trovo ad accogliermi Roberta e Pasquale, che si mettono subito a completa disposizione per supportare Passouno e tutto il team.
Il locale è carino e accogliente, pieno di pasticcini, torte e gelati belli da vedere, contornati da una enorme libreria diffusa in tutto il locale, della quale si può usufruire liberamente.
Mi piazzo su un tavolino e compilo un po’ di locandine, in attesa che passi Gianni per andarle ad appendere.
Sono le 11 e non abbiamo sue notizie, mezzogiorno, l’una, le due.
Lo chiamiamo e dice ancora che non trova parcheggio.
Quando lo raggiungo al camper, con  Pasquale, trovo teglie di lasagne, cotolette e cibarie varie che arrivano direttamente da casa Musolino. Ah, ecco dove era finito, ma bastava dirlo no?
Comunque, niente di grave, anzi, abbiamo anche rimediato una cena coi fiocchi.
Ritorniamo tutti verso il centro e io torno alla mia postazione di lavoro mattutina e Gianni finalmente trova parcheggio (guarda caso) e va a spargere la voce e le locandine in giro per la città.
Intanto gli amici stretti iniziano già a manifestarsi qua e là per i saluti e almeno un caffè insieme.
L’appuntamento ufficiale per la serata è con i camminatori al Parco Ecolandia, ma nel frattempo ci sta qualche saluto ufficioso a parenti e amici di passaggio.
Intanto lungo il percorso a piedi, si sono aggiunti all’altezza di Scilla, altri camminatori occasionali, che condividono sudore e passi con i nostri walkers; il gruppo più numeroso raggiunto dall’inizio di PassoUno.
Arrivano tutti insieme a destinazione verso le quattro del pomeriggio e approfittano di un paio di ore libere per qualche saluto e racconto a chi li attende al traguardo.
Alle 18.30 ci spostiamo ad Ecolandia dove ci attendono per un incontro i ragazzi del progetto REstyle – Officine del Riuso.

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Invitiamo tutti a partecipare all’incontro ed eventualmente a portare uno strumento musicale per improvvisare una jam session, ci vediamo dopo ok?
Arriviamo ad Ecolandia e troviamo un bel gruppetto di persone ad attenderci , anche per fare un piccolo tratto simbolico di strada a piedi tutti insieme.

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I ragazzi di Restyle, ci raccontano di loro, di come il progetto sia nato a Reggio Calabria dall’esigenza comune di tre giovani architetti Elena Trunfio, Rosanna Sapia, Fabio Casile di iniziare a costruire un percorso di cambiamento, mettendo al centro della loro mission la sostenibilità ambientale, il reciclo e il design.
Grazie al sostegno del Consorzio Ecolandia e del Polo NET Natura Energia e Territorio, riescono ad ottenere un laboratorio fisico nel simbolico Parco Ludico e Tecnologico di Ecolandia, ad Arghillà, dove possono dare sfogo alla loro creatività e alla voglia di trasformare i rifiuti e i materiali scartati, in oggetti d’arredo originali, funzionali ed esteticamente affascinanti.

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Si descrivono così:

I materiali da riciclo sono la nostra linfa e la nostra ispirazione. Usiamo gli scarti perché siamo convinti che ammettano infinite soluzioni e infiniti linguaggi. Crediamo nell’unicità di ogni materiale e ne rispettiamo le caratteristiche, diamo loro vita nuova per soddisfare altre vite.
Abbiamo reinventato la nostra vita a favore di un nuovo modo di intendere il design e, il materiale di riciclo, ci rappresenta al meglio.
Non condividiamo lo spreco di risorse e l’accumulo dei rifiuti, per questo progettiamo e pensiamo un nuovo modo di abitare le nostre case e le nostre città.  La visione critica di ciò che ci circonda, ci spinge a ripensare luoghi e spazi ed a cambiarli con un REstyle.

Durante la nostra visita, ci confrontiamo e raccontiamo i progetti che, in parte scopriamo molto simili.

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Poi ne approfittiamo per fare una visita guidata del Parco e per esplorarne le bellezze architettoniche e naturali che lo circondano; da qui c’è un colpo d’occhio magnifico della sicilia e dell’Etna in piena attività.

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Visitiamo poi anche i vari padiglioni, allestiti con opere e installazioni in occasione dell’evento Face Festival, inaugurato il primo agosto, che si concluderà il 10 con una grande serata di festeggiamenti a favore dell’arte, della cultura, della condivisione.

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Sono le 22 e il custode ci richiama tutti all’ordine, mentre fuori dai cancelli si è radunato un gruppetto di sostenitori.
Ci salutiamo e ringraziamo i ragazzi di Restyle per la loro accoglienza, per l’entusiasmo e per il supporto che ci hanno dato e che ci dichiarano per il futuro.
Una sorta di gemellaggio tra officine, da un capo all’altro d’Italia.
La trasformazione è appena cominciata.
Datemi un martello,
che cosa ne vuoi fare?
Tranquilli, non vogliamo darlo in testa a nessuno, ma costruire le basi per un mondo più a misura d’uomo.
Fare per cambiare.

Officine di tutto il mondo, unitevi!

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Laura Callari

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