terza tappa Modena Passouno Officine in formazione
1

Sesta tappa per Modena e il risveglio speciale

A Votigno le sorprese non sono finite,  ci svegliamo e ad attenderci, oltre a un paesaggio mozzafiato, c’è il nostro amico Robert Bob venuto a darci il buongiorno e un arrivederci che non scorderemo facilmente.

Votigno Passouno  officine informazione in formazione
Bob viene a trovarci con Manuela. Vivono entrambi in valle:  lui non ho ben capito dove, e lei in una yurta mongola.
Bob è un costruttore, un alchimista, un artigiano, un visionario, un folle, un genio.
Credo che sia tutte queste insieme. Lo capiamo quando con grande orgoglio ci mostra la sua macchina alla quale ha fatto delle modifiche per trasformarla  in una macchina a idrogeno e i nostri occhi, stravolti dal sonno, si spalancano in un flash di stupore.
Bob ci propone di modificare anche il camper per riuscire ad attraversare tutta l’Italia con un solo pieno, o almeno così dice.
Ci racconta che si è fatto arrivare il kit per il motore ad idrogeno dagli Stati Uniti e con qualche modifica lo ha adattato alla sua utilitaria.

Motore all'idrogeno officine del tempo informazione in formazione  votigno
Ci racconta poi, tra una formula chimica e l’altra, di come il mondo sia mosso dall’energia, dall’acqua, dalle connessioni tra le persone, seguito da Saso che per poco non si commuove per aver trovato nel mondo un idealista, filosofo e forse anche rabdomante, che esprime concetti astratti e confusi tanto quanto i suoi.
I due si appartano in discorsi assurdi che alternano citazioni, provocazioni e formule chimiche tra un esercizio di yoga e una trasfusione di energia attraverso il potente strumento dell’abbraccio.
Mentre il mostro bicefalo si muove nel parcheggio, Saso rasenta il limite per x che tende all’infinito dell’arroganza, quando si gira verso di noi, che ascoltiamo interessati e divertiti al contempo, e dice a Bob: sai questo è quello che dico anch’io ma forse loro non capiscono bene e poi da brava maestrina dalla penna fucsia, inforca la parabola e trasforma le brioche in cachi, miracolo pur sempre rispettabile, ma alquanto inutile.
Robert legge qualche mano qua e là, poi fa dei test e qualche altro esperimento a sostegno delle sue tesi.
Infine ci mettiamo tutti in cerchio e ci prendiamo per mano, caricandoci di energia come catini sotto la pioggia.

Sensazioni fantastiche di condivisione e di appartenenza all’universo intero, ma purtroppo è tardi ed è ora di andare perché intanto sono passate più di due ore. I nostri camminatori hanno una tabella di marcia da rispettare, ma l’essenza di questo viaggio è anche quella della riappropriazione dello spazie e della libertà.
Lasciare che le cose accadano è uno dei modi migliori per affidarsi al flusso degli eventi e vivere intensamente ogni attimo.
Gli amici locali ci guidano fino a Reggio Emilia, dove lasciamo i 3 barbuti. Per questo breve viaggio, abbiamo fatto un mix e Fede va in macchina con Bob, e Manu viene con noi in camper e ci racconta di come e perchè ha deciso di andare a vivere in valle in una tenda mongola. Ci racconta che è in una fase di transizione perché ancora deve finire di risolvere delle situazioni del suo passato che le impediscono ancora di seguire la sua strada e di essere davvero felice. Parla anche del suo lavoro, che le crea disagi e mancanza di tempo per potersi dedicare a se stessa.
Ciao ciao amici, siamo arrivati.
Salutiamo tutta la crew e ci raccogliamo nell’intimità del nostro camper con la formazione classica della coppia Callari – Musolino. Io alla tastiera e Gianni al volante, tutto bene e tutto regolare fino a Modena dove, per errore e disgrazia, sbagliamo strada e finiamo sotto la temibile e spietata telecamera ZTL.
Dite cheese e via di multa. Scatta l’ansia da prestazione e la paranoia delle telecamere. Mentre cerchiamo di uscire dalla zona del fuoco, due vigili ci confermano che abbiamo appena perso un bonus di 100 europunti e da lì parte un giro di burocrazie stenuanti, per poter rimediare all’errore o almeno non rischiare il recidivo.
Insomma per farla breve, pomeriggio a piedi e nessun risultato.
Ci raggiungono i boys e Gigi Marino decide di provare il canestro nuovo nuovo di pacca, improvvisando una partita di basket prima dell’incontro in centro con Luca e alcuni ragazzi di Modena, che hanno sentito di noi e ci invitano per una birra e due chiacchiere. In centro è difficile trovare parcheggio e così disperdiamo quelle poche energie rimaste, tra manovre e retromarce.
Arriviamo al locale in stato confusionale. Io non capisco se ho più fame o più sonno e dopo mezz’ora in stand by, decido di prendere una brioche con caffè, come si fa con il tasto reset del computer, quando si inchioda.
Gigi, che è sì un superuomo ma a volte esagera, subisce la mazzata del basket tutta in un colpo e il tracollo avviene in 5 minuti. Tutti alla Passouno mobile in 3,2,1…roooonffffffff.

Condividi per sostenerci!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on TumblrShare on LinkedInPrint this pageEmail this to someone

Laura Callari

One Comment

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*