San Benedetto del Tronto Passouno, officine del tempo in formazione informazione tappe  (20)
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Tappa 16 a San Benedetto del Tronto: ogni viaggio è motivo di scambio

Vi ricordate quando fingevo di lamentarmi per aver avuto una giornata poco movimentata?
Bene, è tutto finito.
Nella puntata precedente, avevamo lasciato Gigi Marino nel totometeo estivo, con il suo ottimismo fuori luogo e il ginocchio della lavandaia.
In camper, soprattutto se ti sposti tutti i giorni, anche fare le cose più semplici spesso è complicato. Figurarsi le cose difficili!
Occuparsi dei vestiti, trasformandoli da sporchi e umidi in asciutti e puliti, è una delle cose difficili, insieme a cucinare, lavarsi, lavare i piatti, …
Se non troviamo una lavasciuga automatica a gettoni, ci tocca lavare tutto a mano.
Per fortuna questa volta abbiamo trovato una lavatrice, ma ahimè niente asciugatura. Quindi abbiamo steso all’aperto, ma considerando che il sole era già tramontato da almeno un’ora e che saremmo ripartiti all’alba, abbiamo puntato tutto sul fattore venticello, ignorando quasi completamente il rischio di un temporale notturno.
Ecco, succede che a un tratto, mentre dormo nel mio confortevole loculo, sogno di battere le mani e poi anche i miei compagni di viaggio le battono, e all’inizio siamo tutti scoordinati, ma alla fine lo scroscio è armonioso e complet…NO!
Sobbalzo dal letto in un colpo, spalancando gli occhi. Fede vicino, scatta come una molla e realizza come me, che sta succedendo quello che non avremmo mai voluto accadesse: il diluvio universale.

Io e Fede dormiamo ai piani alti del camper, a più o meno un metro di distanza dal soffitto, quindi è come se ci piovesse  in testa.
Io, dopo un primo momento di disperazione, realizzo che ormai sarà già tutto fradicio, quindi mi giro e mi rimetto a dormire.
Fede, invece, si spoglia e si lancia sotto l’acqua per staccare il filo dall’albero e recuperare i panni.
Interviene Gigi Marino, che prima di capire cosa sia successo, ride sotto i baffi, credendo che il nostro problema sia aver lasciato la finestra aperta, ma quando capisce cosa sta accadendo, si lancia in aiuto di SuperFungo.
Bucato messo al riparo e tutti di nuovo a nanna, a crogiolarci nel letto, mentre fuori la pioggia battente pare voglia bucarci il camper, aiutata da tuoni fortissimi  che fanno tremare la nostra casa mobile.
Nuova mattina con Gigi Marino che affronta questa giornata di pioggia, pioggiona, pioggerella, con una colazione da campioni, a base di fagioli in scatola, tanto ha tutto il tempo di metabolizzarli, nell’attesa che il tempo si aggiusti un pochino.
Intanto ne approfittiamo per fare tutte le operazione di manutenzione del camper e, finalmente a metà mattina, li lasciamo al punto di partenza e Gianni e io procediamo in direzione San Benedetto del Tronto, dove lottiamo per un’ora buona con il mistero del sottopassaggio.

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Dunque: il nostro obiettivo sarebbe il lungomare, ma tra lui e noi, c’è una simpatica ferrovia di mezzo e così, come canterebbe Renatone Zero, ci tocca rimbalzare tra i cateti del triangolo. Il triangolo no, dài.
Forse, la maggior parte dei patentati come me, non hanno mai considerato la terza dimensione, che conta eccome. Insomma con il GranDuca ci sono da considerare larghezza, lunghezza, ma soprattutto altezza. A San Benedetto pare che tutti i sottopassaggi presenti siano alti al massimo 3 metri e a noi servirebbe almeno un metro in più, quindi ci tocca fare su e giù per la stessa via, senza soluzione.
Questa cosa è assurda, quanto impossibile, penso ai camion che andranno a rifornire gli stabilimenti balneari. Come fanno? Da dove passano. Deve esserci un modo di uscire dal tunnel, non arrendiamoci Gianni!
Infatti ce la facciamo. Dobbiamo andare nel paesino adiacente per cantare vittoria, ma alla fine raggiungiamo il nostro risultato e io mi godo la quiete dopo la tempesta, dalla finestrella del mio temporary office.

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Intanto i camminatori attraversano il 43° parallelo e approfittano della sabbia bagnata, per camminare lungo la battigia del mare.
Grazie a questo piccolo imprevisto metereologico, scoprono quanto sia tutto più semplice lontano dalla strada statale sprovvista di marciapiedi e sostituendo il rumore del mare, all’inquinamento acustico stradale.

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La pioggia, non dà tregua tutto il giorno e, a fasi alterne, fa delle leggere scrosciatine dispettose; fastidiose, ma non compromettenti.

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La crisi umorale del cielo si placa solo verso sera, proprio quando i tre walking boys ci raggiungono sul lungomare, dove approfittano di una panchina in riva al mare e dell’atmosfera malinconica, per impugnare due chitarre e suonare un po’.

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Tutto finisce quando Saso, preso dal momento di jam session, dà una pennata alla Hendrix e rompe una corda. Ricomincia a piovigginare. Qui ci starebbe bene l’entrata in scena di un nano da giardino che, correndo, gridi MORIREMO TUTTI!

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Niente paura, tutto procede secondo i piani, almeno possiamo metterci alla ricerca del luogo segnalato dalla Cartisano per Cena, dove fanno ottime fritture di pesce a prezzi super popolari, come ci descrive lei stessa. Si chiama Olio, già il nome promette bene.
Giriamo un po’, ma anche questa volta ci arriviamo e ci diamo subito da fare, con una mega frittura di pesce e specialità. Raccontiamo del nostro progetto ai ragazzi che gestiscono il chioschetto e loro esprimono ammirazione ed entusiasmo e ci regalano delle birre come segno di incoraggiamento.
Torniamo al camper e ci spostiamo già per la notte, con una certa fretta perchè alle 23 abbiamo la diretta con i nostri radio followers di Flyradiotv, per la trasmissione di Antonello Anzani “E Nente” note per sopravviventi, in onda tutti i giovedì alle 23.
Nell’attesa, facciamo un caffè e notiamo degli strani movimenti nel parcheggio intorno a noi. Ci chiamano dalla radio e raccontiamo un po’ delle ultime avventure.
Quello che non raccontiamo, però, è che proprio in quel momento ci accorgiamo di essere finiti in un parcheggio di scambisti (non tipo baratto), ma siamo così stanchi, che tiriamo giù le tendine e buonanotte agli scambiatori.

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Laura Callari

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